Uscite dal rough, girate il vostro ferro, e c’è un blocco di erba e terra incastrato nelle scanalature. Il colpo successivo lo giocherete con quello.
Ecco la definizione: un asciugamano da golf è un pezzo di stoffa agganciato alla sacca, che serve a pulire i bastoni, le palline e le mani durante il percorso. Nessuno lo nota. Eppure è, ai nostri occhi, l’accessorio più utile della sacca, e di gran lunga il meno guardato.
Le scanalature
Se di questa pagina dovete ricordare una cosa sola, è questa.
Le scanalature di un ferro sono ciò che aggancia la palla e le dà l’effetto. Otturate dalla terra o dall’erba, non lavorano più. Il contatto diventa sporco, la palla parte in modo diverso, e la cosa più subdola è che parte diversamente senza che voi capiate perché: il gesto era corretto, la traiettoria è sbagliata, e passate la buca successiva a chiedervi che cosa avete sbagliato mentre la risposta era sulla faccia del bastone da due colpi.
Una passata di asciugamano. Due secondi. Tutto qui.

Molti giocatori puliscono il bastone una volta, rimettendolo nella sacca. È meglio di niente. Ma il momento utile è subito dopo il colpo, quando la terra è ancora fresca e viene via da sola. Asciutta si attacca, e allora bisogna grattare. Il wedge è il peggiore di tutti: è quello che entra più spesso nel terreno, è quello che ha più bisogno delle sue scanalature, ed è quello che si pulisce meno.
Il grip, quando piove
Un grip bagnato gira nella mano. Il gesto è buono, la presa cede un po’, la faccia si apre all’impatto, e voi date la colpa allo swing. Sotto la pioggia, o semplicemente con molta rugiada al mattino, asciugare il grip prima di ogni colpo cambia il risultato. Non di poco.
Non è un gesto che fate una volta a inizio partita. È prima di ogni colpo, finché bagna. Scritto così sembra noioso, ma sul percorso sono due secondi mentre scegliete il bastone, ed è la differenza fra tenere il vostro score e lasciarlo scappare su tre buche.
Lo stesso gesto serve ad asciugarsi le mani, che è l’uso più ovvio di tutti e su cui non c’è altro da dire.
Anche la palla, quando avete il diritto di raccoglierla: una palla pulita rotola in modo più fedele, e sul green una traccia di terra sulla linea basta a far scivolare il putt di fianco.
Dove agganciarlo
Dal lato da cui prendete i bastoni, a un’altezza in cui non striscia nell’erba bagnata. Ecco. Per il resto, francamente, fate come volete: si scrivono interi paragrafi sulla scelta del moschettone e non abbiamo mai capito perché ci si insista tanto.
Una cosa sola. In golf cart, agganciatelo alla sacca, non al cart. Altrimenti resta con il cart mentre voi camminate verso la palla con due bastoni in mano, e non lo usate. Un asciugamano che non c’è al momento del colpo non serve a nulla.
Un lato umido, un lato asciutto
È l’unica vera tecnica di tutto l’articolo.
Un lato leggermente inumidito stacca la terra presa nelle scanalature e l’erba rimasta sulla suola. Il lato asciutto finisce il lavoro, sulla faccia come sulle mani. Un asciugamano completamente asciutto non stacca nulla; completamente fradicio non asciuga nulla. Nel mezzo, fa entrambe le cose.
In pratica: inumidite una metà alla prima partenza, tenete l’altra all’asciutto contro la sacca, e riservate sempre lo stesso lato allo stesso uso. Dopo qualche buca la vostra mano ci va da sola.
E con la pioggia è il contrario del riflesso: è allora che il lato asciutto conta di più, quindi proteggetelo. Sotto la sacca, sotto l’ombrello, dove volete, ma tenetelo asciutto.
La manutenzione
Il problema non è mai il percorso, è quello che viene dopo: appallottolato, umido e sporco, in una sacca chiusa fino all’uscita successiva. L’odore lo conoscete.
Quindi: asciugare all’aria al rientro, lavare in lavatrice ogni tanto, e soprattutto senza ammorbidente, che lascia una pellicola e uccide il potere assorbente del tessuto. È l’unico consiglio di manutenzione che ripetiamo davvero. Il resto è buon senso.
Alcuni ne hanno due, uno in rotazione e uno in lavaggio. Buona idea se giocate ogni settimana. Altrimenti è organizzazione per niente.
